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Corbezzoli!

Ieri, a pranzo da mia cugina Sabrina, scopro il Corbezzolo, un alberello meraviglioso nel suo giardino che oltre ad essere pieno di frutti, rossi e succulenti, ha ancora decine di grappoli di fiori sui quali si avvicendano api e farfalle. Rimango incantato dalla bellezza dei colori, sopra tutto, ho la sensazione di essere ancora in estate, è un immagine così insolita in una giornata, seppur soleggiata, di fine Novembre. Oggi, durante una passeggiata con Nicola e Birillo sulle colline a sud di Scandicci, ci imbattiamo in un bosco di corbezzoli, carico di frutti. Ne ho raccolti un chilo e mezzo ed una volta a casa mi sono cimentato nella preparazione della marmellata. Il risultato? Sorprendente, ma che fatica!

- Lavare i corbezzoli in acqua fredda

- Cuocere i corbezzoli da soli finchè non si distruggono

- Passare il composto al setaccio, occorre un setaccio estremamente fine, altrimenti un apposito passino o addirittura, come ho fatto io, uno strofinaccio da strizzare in modo che fuoriesca dal tessuto solo la polpa. I semini sono estremamente duri e fastidiosi e potrebbero rovinare il tutto se lasciati all’interno.

- Trasferire la polpa in un pentolino, unire zucchero in quantità pari alla metà del peso della polpa, una scorza di limone e se lo gradite un po’ di cannella

- Cuocere per venti minuti e poi trasferire nei vasetti precedentemente sterilizzati. Per sterilizzare i vasetti potete metterli aperti nel microonde riempiti con un dito d’acqua per circa un minuto.

- Una volta freddi, chiudere il coperchio. Lo zucchero provvederà alla conservazione, ma la marmellata è così buona che sarà difficile doverla conservare!

Corso di Fotografia

Finalmente mi sono deciso, e per soli novanta Euro, grazie alle iniziative del Comune di Prato, ho iniziato a frequentare un corso di fotografia per principianti presso il Laboratorio del Tempo. Qualche giorno fa, non avevo la minima idea di cosa fossero Focale, Ottuatore, Iso o tempo di esposizione, ed ora invece, alla quarta lezione, si intravedono già i primi timidi risultati

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Trascorso qualche mese da “L’Evoluzione di Calpurnia”, ecco giungere il richiamo di un nuovo volume, stavolta svedese. Dopo una lunga parentesi di testi dal sapore gotico ed ambientazioni fantasy, il romanzo grottesco arriva dalla scandinavia come la migliore delle notizie, alzando di qualche grado la temperatura di quei luoghi solitamente lontani da una comicità così brillante. Allan, un carismatico vecchietto che, come ci suggerisce il titolo, ha intenzione di non finire i propri giorni in una casa di cura, si rende protagonista di innumerevoli avventure che neppure io, ad un terzo dei suoi anni, avrei la forza di affrontare. La nostra storia contemporanea viene rivista per intero, in maniera così plausibile e divertente che ho finito per preferire questa versione dei principali episodi del ventesimo secolo. Impossibile interrompere la lettura, eccetto per concedersi qualche sonora risata. Di Jonas Jonasson, 434 pagine, Bompiani.

Il Volo dell’Angelo

Pietrapertosa e Castelmezzano sono due incantevoli borghi collocati immediatamente al di sotto delle guglie delle dolomiti Lucane, in provincia di Potenza, Basilicata. Cinque anni fa, qualcuno ha avuto l’originale idea di installare il Volo dell’Angelo, un’esperienza unica in Italia, che permette di andare da un lato all’altro della valle per mezzo di un cavo ibrandosi nel vuoto a mo’ di Superman. Questa attrazione ha dato nuova vita ai due borghi richiamando intrepidi da ogni parte d’Italia e d’Europa, me compreso. La traversata da Pietrapertosa a Castelmezzano è di circa un chilometro e richiede poco più di un minuto: una volta agganciati alla carrucola, viene avvisata la stazione di arrivo e si viene sganciati dal moschettone di ancoraggio. La traversata di ritorno è di circa 300metri più lunga ma richiede lo stesso tempo poichè la velocità acquisita è maggiore e permette di raggiungere i 120 km/h. Ed ora, ecco il mio Volo dell’Angelo.

Parapendio

Ogni volta che ho osservato quelle vele colorate in cielo ho pensato che prima o poi avrei provato anche io il parapendio. C’ero andato vicinissimo in Nepal, quando la mia amica Marta quasi mi aveva convinto a fare un volo in tandem con un istruttore, poi svanito a causa del prezzo elevato. Finalmente, ci ha pensato Groupalia a regalarmi, ad un prezzo ridicolo, una lezione di oltre due ore con Walter, un istruttore competente e magnetico della scuola di Pisa nella campagna di Certaldo. Il sole era quasi tramontato senza che si riuscisse neppure a vedere com’è fatta una vela trasformando questo pomeriggio in pura teoria, poi finalmente è arrivato il momento. Il mio primo volo è stato magico e quasi perfetto, atterraggio a parte. Sentire la potenza della vela che mi solleva è stata un’emozione unica, sono persino riuscito a sedermi in quei pochi minuti che mi hanno portato a fondo campo. Il secondo e inaspettato volo è stato invece pessimo: la vela si è portata davanti trascinandomi trecento metri più a valle come un cadavere a faccia sotto, fortunatamente senza conseguenze, se non le risate dei miei amici presenti. Adesso il desiderio di riprovare l’esperienza è altissimo, una certezza anzi.

Hela Superdog

Hela SuperdogEcco a voi la nuova arrivata in famiglia: Hela. Dopo tre anni dalla morte del nostro piccolo tesoro adorato Penny, i miei genitori si sono finalmente fatti coraggio ed hanno deciso di riprovarci, anche perché, da quando me ne sono andato, la casa sembra incredibilmente vuota senza un cane che scorrazza per casa e nei campi. Avevamo deciso per una femmina per evitare l’angoscia delle fughe d’amore a cui per anni ci ha sottoposti il nostro Penny e così, quando mi sono imbattuto nell’annuncio del ritrovamento di questa piccola principessa nell’immondizia a Napoli, mi sono immediatamente attivato per l’adozione. L’associazione “Trovatelli 4000”  si occupa di evitare il canile ai numerosissimi randagi della zona di Napoli. L’affidamento è stato seguito e curato nei minimi dettagli anche grazie al supporto di una volontaria locale che è venuta a conoscere la nostra famiglia, a verificare che la casa fosse adatta per poi dare l’autorizzazione all’affido.  Non appena la sverminatura, il vaccino e la microchippatura della piccolina sono stati eseguiti, è partita una delle numerosissime staffette che avvengono a nostra insaputa in Italia:  sono tantissimi i volontari che si occupano di portare questi sfortunati verso il loro nuovo destino in famiglia e ci sono diversi snodi in cui si danno appuntamento per la distribuzione. Sabato scorso quindi, sono andato al casello autostradale di Firenze Nord, dove numerose famiglie aspettavano con ansia i loro piccolini. C’erano auto provenienti da Milano, da Napoli, da Bari, tutte cariche di piccoli e grandi quadrupedi. Altre auto, vuote, erano in attesa di proseguire verso altre destinazioni. Per noi è arrivato un grande furgone. Il momento è stato estremamente emozionante. Quando mi hanno chiamato hanno scaricato una piccolo trasportino rosa e bianco con sopra scritto il mio nome ed il nome provvisorio della cagnolina, che fino ad allora era Perlina. Ho aperto lo sportello e mi sono ritrovato fra le mani una minuscola creatura marrone con gli occhi neri e grandissimi che mi hanno subito fatto pensare ad Hela Supergirl, un cartone animato degli anni ’70-’80, e così la scelta del nome, che negli ultimi giorni aveva visto coinvolti anche i miei amici, è stata definitiva. La piccolina ha impiegato un solo attimo ad ambientarsi, è iperattiva, affettuosa e molto attaccata alle persone, seppure un po’ mordace come è normale a due mesi di età. E così l’avventura ricomincia, il ciclo della vita riprende e questa volta voglio godermelo al massimo, proprio come ho avuto la fortuna di poter fare nei diciott’anni più belli della mia vita.

Abbagliante Irlanda.

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Ti rapisce, ti incanta, ti costringe ad accostare continuamente per cercare di fotografarne le migliaia di sfumature per poi lasciarti accorgere che in realtà, in una foto, non potrai mai racchiudere l’emozione che ti ha trasmesso avvolgendoti. E’ il verde, il Signore d’irlanda, quel verde che ha tinto i fantastici mondi di Tolkien, le pagine di Wilde, le gesta di eroi d’ogni tempo. Quel verde che sovrasta sepolcri millenari, che affonda nella torba, che trabocca dalle fenditure del Burren e che riempie le ruminanti mandibole di migliaia di pecore. E’ l’Irlanda, e non la si può descrivere, solo provare.

Officina Mezzaluna

Officina MezzalunaOggi voglio presentarvi Officina Mezzaluna, dove potrete scoprire il meraviglioso mondo della mia amica Francesca e le sue illustrazioni, dal fascino unico e riconoscibile, capaci di trasportare l’osservatore in una dimensione fatta di tratti sottili,  forme tondeggianti, colori e sorrisi perché, come dice lei stessa, “il brutto e l’amaro non mi interessano, preferisco rappresentare altro”.   Come darle torto? Francesca realizza illustrazioni per qualsiasi evento, dalle partecipazioni di nozze alle cartoline, dai calendari alle copertine di libri e quaderni, dai biglietti di auguri ai quadri e molto altro. Inoltre esegue su ordinazione illustrazioni personalizzate ispirandosi a frasi, soggetti o situazioni che vorrete sottoporle. E ate, cara Francesca, dico che se davvero il motivo di tanta meraviglia è quello che dici… …menomale che non ti hanno mandata a danza !

 E voi? Date un’occhiata fra le immagini e fatemi sapere cosa ne pensate.

Bottecchia FX 500 Alu

Dopo giornate di ricerche online ho deciso per la Bottecchia FX 500 Alu, la Mountain Bike che mi è parsa il miglior compromesso fra le mie scarse capacità sportive,  le mie altrettanto scarse finanze e una qualità più che accettabile. L’intenzione è quella di riuscire, finalmente, a praticare uno sport con dedizione, coadiuvato dalla tecnologia del gps e della musica grazie ai quali posso essere in grado di pedalare sapendo sempre dove sono, quanto ho percorso e quanto ho bruciato, accompagnato dalla playlist delle mie tracce preferite. L’impegno c’è, si tratta solo di metterlo in pratica.

Le Favole di Paolo Poli

Come dimostrato da Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Piero Angela, anche Paolo Poli è la prova vivente che grande cultura ed un cervello allenato regalano una terza età incredibilmente brillante e sana. Ed ecco l’ottantaduenne attore fiorentino di nuovo in tournée, eclettico, pungente, ironico e divertente. Il pubblico ammirato gli perdona anche le canzoni per la prima volta pre-registrate;  in sala è il tutto esaurito e davanti ad una scenografia minimalista e statica Paolo si diverte a raccontarci alcune delle favole che Carlo Collodi ha importato e tradotto per noi, spesso note solo grazie agli stravolgimenti Disneyani. Sette ballerini con maschera in volto si avvicendano sul palco da La Bella e La Bestia a Pollicino, dall’Elefantino Babar a La Bella Addormentata nel Bosco passando per Romeo e Giulietta. C’è qualcosa nella voce, anzi nelle voci di Paolo Poli, che mi commuove, che mi suona come un dejà-vu uditivo e accende colori e immagini della mia infanzia, quando per la prima volta all’età di sei anni la mamma mi lasciò uscire da solo e seguire il marciapiedi fino all’edicola per andare comprare “I Racconta Storie” fra le cui voci narranti c’era appunto la sua, inconfondibile. Una serata piacevole che si conclude in un’esplosione di risate quando alla Favole si aggiungono alcune filastrocche ambigue e colorite.

Il Giardino dei Tarocchi

Sports Tracker

L’ultima meraviglia della tecnica entrata nella mia vita è questa: Sports Tracker by Polar. Da quando ho acquistato lo Smartphone Nokia 5800 Express Music è stato un susseguirsi continuo di scoperte ed applicazioni da scaricare, comprese una livella, un altimetro, una bussola e tanto altro, ma questa le batte tutte. Grazie al GPS, Sports Tracker permette di selezionare l’attività che si sta per affrontare fra diciotto disponibili, ad esempio corsa, camminata, canoa, vela, pattinaggio, mountain bike. Una volta inserito il proprio peso ed altezza, si seleziona start e si mette il telefono in tasca. Come per magia il telefonino si trasforma in un personal trainer completo di contapassi, cardiofrequenzimetro, cronometro, conteggio delle calorie. Il GPS calcola con precisione la posizione di partenza e traccia il percorso in tempo reale calcolando i metri con assoluta esattezza. Anche la precisione del contapassi è eccezionale. Per i battiti cardiaci è sufficiente possedere un cardiofrequenzimetro bluetooth ed il gioco è fatto. A fine percorso, è possibile salvare, rivedere e caricare online la propria attività completa del tracciato su mappa. C’è anche un link diretto per pubblicare il proprio lavoro su Facebook.  Il tutto, non compromette il funzionamento del telefonino che continua ad essere in grado sia di inviare e ricevere chiamate che di funzionare come lettore Mp3. Con tutta questa tecnologia, non ho più scuse per restare sul divano!

Matt Le Blanc

Dopo Lisa Kudrow, citata nello scorso post, ecco svelato il destino di un altro dei sei amici reduci dal successo internazionale di Friends. Matt Le Blanc è rimasto prigioniero del  suo personaggio,  Joey Tribbiani,  per altri due anni dopo la fine dello show, durante i quali ha recitato nello spin-off di Friends, “Joey” appunto, in cui il goffo ed impacciato attore mancato si trasferisce dalla sorella in California. La serie non ha sortito il successo sperato e per qualche anno Matt è rimasto fuori dalle scene. Veniamo a sapere soltanto adesso che si è occupato di gravissimi problemi di salute che hanno colpito sua figlia. Adesso ci riprova interpretando sè stesso. Nella nuovissima e promettente serie Episodes infatti, una coppia di produttori Inglesi si trasferisce in America per produrre un telefilm, ma il cast salta e la produzione propone loro appunto Matt Le Blanc, che si rivelerà essere quanto di più conforme allo stereotipo dello scialacquone e arrogante attore americano. La serie sta riscuotendo un discreto successo negli States, e nella speranza che venga importata anche da noi o che Sky ci regali un imminente messa in onda, possiamo intanto guardare il trailer ed un piccolo estratto di ciascun episodio sul web. Prossimamente, da Friends, nuove soprese in arrivo on l’esordio di David Schwimmer alla regia in “Trust” con Clive Owen. Stay tuned!

Web Therapy

Geniale: una serie ad episodi che va in onda soltanto sul web, con puntate settimanali da sei-otto minuti, giunta ormai alla terza serie. E’ quello che è venuto in mente a Don Roos e Lisa Kudrow, straordinaria attrice che il mondo ha imparato ad amare grazie al ruolo di Phoebe Buffay in Friends, dal 1993 al 2004.  La storia è semplice: l’arrivista e presuntuosa dottoressa Fiona Wallace si professa in grado di psicoanalizzare i propri pazienti via web con sedute di soli tre soli minuti. Asserisce infatti che le sedute di durata superiore sono una perdita di tempo sia per il paziente che per il medico. Col suo inglese goffamente formale e le sue espressioni circostanziali, finisce spesso però nel venire a sua volta analizzata, raggirata e smentita. Infinito il numero delle guest star fra le quali spiccano Maryl Streep e Courteney Cox, già “amica” di Lisa nella fortunata serie e nella vita privata. La serie è gratuita, accessibile e incredibilmente divertente.  L’umorismo utlizzato, raffinato, sintetico e diretto, non è però per tutti. Ecco il link dove guardare tutte e tre le stagioni finora prodotte, ovviamente in Inglese: www.lstudio.com/web-therapy

Nessuno mi può giudicare

La qualità delle produzioni italiane sembra essere in continua crescita. Lo prova questa esilarante commedia pressochè perfetta che conferma, qualora fosse necessario, che non occorre un budget elevato o una promozione assillante per costruire un prodotto di successo. Paola Cortellesi, inutile dirlo, è senza dubbio una delle attrici più versatili e talentuose del panorama attuale, non riesco ad immaginare nessun’altra nel ruolo della escort Torbida Morena, costretta alla redditizia e immorale professione dai debiti ereditati dal marito. La trama ha del “già visto” e pur essendo molto prevedibile si articola su un numero così elevato e così ricco di battute divertenti che vorresti non finisse mai. Ci sono almeno quattro “stop alla risata”, momenti sapientemente collocati durante i quali si è costretti a stringere i denti e  riflettere, avvertendo a pieno l’amarezza ed il cinismo di un tema quanto mai attuale. Raoul Bova riesce perfino a recitare, finalmente, e appare quasi naturale e disinvolto, facendo dimenticare il pietoso ruolo interpretato ne “La Finestra di Fronte”. A condire il tutto, un cast stellare di volti amati e apprezzati: Lucia Ocone, Rocco Papaleo, Caterina Guzzanti, Lillo, e un buffo Fausto Leali. Si condivide col pubblico un’ora e mezza di risate e si esce dalla sala soddisfatti ma al contempo carichi di spunti di riflessione. Fra le sorprese, un Massimiliano Bruno che esordisce al meglio alla regia e si regala un cameo ad inizio film.

Terza Guerra Mondiale.

Direttamente coinvolti, ad oggi, Usa, Gran Bretagna, Norvegia, Belgio, Francia, Italia, Qatar, Emirati Arabi. E siamo a quattro continenti. L’India e la Cina si esprimono in merito, il Venezuela già coinvolto per rapporti con Gheddafi. Non è forse questa, la terza guerra mondiale? Come la seconda inoltre, tutto originato dalle follie di un singolo individuo, il quale sarebbe stato libero di uccidere il proprio popolo a suo piacimento, non fosse stato per il petrolio. Perchè senza interesse economico si sa, gli Usa non si muovono. E quando si muovono gli Usa, il cagnolino Italia corre ansimando dietro al padrone.

L’Evoluzione di Calpurnia

L'Evoluzione di CalpurniaHo trascorso un intero anno senza leggere libri, in parte anche vergognandomene e temendo di aver definitivamente ceduto al monitor del laptop prima e dello smartphone poi. Invece, pur continuando a frequentare le librerie, ho preferito attendere che, come in passato ho sperimentato più volte, fosse il libro a chiamare me. Avete mai provato quell’attrattiva inspiegabile verso una copertina, un’immagine, un titolo? Anche  a voi è capitato di venir rapiti da un autore o da un titolo e, leggendo l’incipit, provare l’irrefrenabile desiderio di comprare quel libro? Ecco che accade, finalmente, ancora. L’Evoluzione di Calpurnia promette di soddisfare tutto quanto mi aspetto da un libro: cultura, divertimento, immedesimazione. E’ il 1899 quando la quasi dodicenne Calpurnia Virginia Tate, quinta di otto fratelli, cede definitivamente all’amore per la scienza e trova in suo nonno Walter un alleato inaspettato ed affascinante. L’epoca maschilista, la mentalità di un piccolo paese del Texas e le imposizioni educative di una unica figlia femmina non impediscono alla protagonista di dedicare le giornate di quella estate alla scoperta del mondo che la circonda. Ogni capitolo comincia con una citazione dal capolavoro di Darwin, che Callie Vee, come la chiamano i fratelli, ha segretamente ottenuto dal Nonno e nel quale trova spiegazione a quanto la Chiesa Metodista e una madre piegata alle tradizioni le avevano fatto sembrare assurdo. Un libro che si legge d’un fiato. di Jacqueline Kelly, Salani Editore.

Terremoto in Giappone

Ecco tutte le scosse in Giappone. Una miriade di terremoti di magnitudo elevatissima ma che spariscono al confronto con gli 8.9 Richter della principale, un disastro. Tsunami, vortici in mare, navi capovolte, centrali in fiamme, la terra che si spacca e una diga che crolla aggiungendo inondazioni e morte. Cosa altro occorre per capire la supremazia assoluta della Natura? Quando ci rassegneremo al fatto che nulla possiamo contro questo pianeta che ci ospita e che potrebbe farci scomparire in un soffio? Se un simile terremoto si fosse verificato al centro del mediterraneo, mezza Europa sarebbe scomparsa. E invece, continuiamo a costruire male, a pensare all’oggi, a riempirci le tasche e la pancia senza coscienza. E, peggio, quando non accade da noi, dimentichiamo rapidamente per tornare ad occuparci dei ridicoli e surreali gossip di casa nostra. Purtroppo, stavolta ci saranno le radiazioni della centrale di Fukushima a ricordare per anni, forse decenni, questo disastro globale. Che la ragione sia con tutti noi.

Un delitto senza importanza: chi ha ucciso Oscar Wilde?

Domenica pomeriggio al Teatro di Rifredi, in cinque, per trascorrere un’oretta e mezza diversa dal solito, con quell’aura di mistero e curiosità di chi si reca ad un evento del quale non conosce assolutamente niente. Abbiamo comprato il biglietto a scatola chiusa, attratti dalla scia di simpatia che accompagna di solito il nome di Anna Meacci e dai siparietti di Alessandro Fullin a Zelig.  La scenografia a sfondo nero si compone di tre sedie dalla spalliera altissima e due abat-jour. Oltre ai due attori sopra citati, un soprendente Filippo Pagotto che incanta con la sua mimica facciale a dir poco esilarante! I tre interpretano una dozzina di personaggi, quasi tutti femminili, che ruotano attorno all’omicidio di Oscar Wilde e indagano per risolvere il delitto in modo quantomeno ridicolo e singolare. Lo spettacolo, in un solo atto, dura poco più di un’ora che vola via veloce fra le risate.

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