Nel Regno di Mezzo

Questo viaggio ha visto un crollo progressivo e piacevole dei luoghi comuni che accompagnano l’idea che molti hanno del Regno di Mezzo (Zhongguo): la Cina. Una continua scoperta visiva, sensoriale. Shanghai ci accoglie al massimo della tecnologia, accompagnandoci in città dall’aeroporto su di un treno a levitazione magnetica che raggiunge i 430km/h. La città si presenta  proiettata in avanti, non solo nell’aspetto futuristico degli svettanti grattacieli, ma negli spazi immacolati e scintillanti del centro dove regnano ordine e pulizia, tecnica e progresso. A ricordarci di essere in Asia ci pensano gli automobilisti privi di regole e la moltitudine di scooter elettrici che silenziosamente compaiono all’improvviso anche su marciapiedi o zone pedonali. Rimane poco dell’anima di Shanghai antica: una scintillate nicchia di edifici vermigli a Yuyuan Garden, un affollato reticolo di stradine a Qibao e il maestoso lungofiume del Bund. Ci spostiamo a nord sul treno proiettile ammirando una campagna sconfinata ed è Pechino ad avvolgerci completamente rinnovando in me e stimolando in Nicola un piacevole mal d’Asia dal quale è difficile sottrarsi. Beijing, la Capitale del Nord, immensa coi suoi edifici per lo più bassi, si distende in quadrati concentrici attorno alla Città Proibita, nella quale si diventa piccoli e storditi già dopo la prima porta. E’ dalla collina di Jingshan che si può ammirarne l’ampiezza e scorgere in qualsiasi direzione una città che, diversamente da tutte le altre, non minaccia lo sguardo con imponenti grattacieli o mortifica il panorama con ciminiere e tralicci: è una visione armonica, ampia, accogliente. Ne abbiamo conferma attraversando i primi hutong verso Nanluoguxiang, alberato passeggio nella storia costellato da bei caffè e negozi invitanti. Un distretto artistico nato dalla conversione di una ex zona industriale ci meraviglia e appassiona fino a rapirci per oltre mezza giornata. Il verde, per fortuna, continua a dominare la scena, con ampi parchi pubblici disseminati ovunque e viali tutti alberati, vien voglia di cancellare il crescente numero di auto che, seppure ridicolo in proporzione agli abitanti, incombe sulla pace che si respira. Le persone sono cordiali, accolgono con entusiasmo il mio cinese basilare e la comunicazione è sempre divertente. Si percepisce  voglia di individualità nell’uso di moda e tecnologia da parte dei giovani, un risveglio dall’omogeneità mortificante dell’era di Mao.  Tutto questo è ancora più evidente osservando gli anziani esibirsi nei parchi e in ogni piccolo spiazzo a disposizione, al mattino con sedute collettive di Tai-Chi ed alla sera, con una radio improvvisata, in balli di gruppo o di coppia che incantano i passanti. C’è così tanto da vedere e fare che sei giorni volano via in un attimo scanditi dall’ottimo cibo. Infine la Grande Muraglia Cinese, che nella zona di Jinshanling, più genuina e meno turistica, si staglia in tutto il suo originale splendore fin dove l’occhio riesce a vedere.  Ritorno felice, appena più sazio nell’inesauribile voglia di scoperta e conoscenza.

Questa presentazione richiede JavaScript.

, , , , , , , , , ,

4 commenti

Il Grafene ed i Microbi Domestici

Questo il sunto della notizia che oggi mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. La scrivo così come l’ho letta, tentando di collocarla e dare la giusta dimensione alla scoperta:  ”Un gruppo coordinato da Yuji Tanizawa è riuscito ad “addomesticare” dei microorganismi raccolti in un fiume vicino al campus universitario, nella prefettura di Aichi in Giappone, e ad utilizzarli  per produrre sottilissimi fogli di grafene.  Il Grafene, è un materiale innovativo dalle proprietà impressionanti:  E’ trasparente ma non si riga, è resistente come l’acciaio ma flessibile, conduce elettricità ed è arrotolabile”. Tutto qua. Per rendere l’idea, immaginate uno schermo touch screen arrotolabile ed indistruttibile da infilare nel taschino, prodotto biologicamente senza impatto ambientale da una squadra di animaletti invisibili.  Impressionante è dir poco. Domani tornerò a leggere la notizia. Anche perché, son pronto a scommeterci, nessun notiziario ne parlerà.

, , , , ,

2 commenti

Cinque Terre, l’Alluvione e Trenitalia

Per festeggiare l’attesissimo arrivo delle maniche corte, ho portato Nicola alle Cinque Terre. Il Sentiero Azzurro non ha paragoni al mondo: camminare nel verde a picco sul mare da un paesino all’altro mi gonfia il cuore. Lasciata la macchina alla stazione centrale di La Spezia, ci siamo affidati alle Ferrovie ed abbiamo raggiunto Monterosso, la più settentrionale delle Terre. Ho scelto questa direzione ricordando con timore l’infinita scalinata che si incontra quasi immediatamente in direzione Vernazza, ma sapendo che, fatta quella, camminare in direzione sud è molto più piacevole e riposante del senso inverso, inoltre col sole nel punto giusto, è possibile regalarsi la prima abbronzatura senza la noia di sdraiarsi a cuocere su un telo e sprecare il proprio tempo. Abbiamo incontrato pochissime persone ed in vari tratti il sentiero è ora provvisto di una nuovissima staccionata in legno e di varie migliorie dopo le frane dell’inverno. Raggiungere Vernazza è comunque impressionante: già dall’alto si percepisce la portata di quella che è stata l’alluvione dello scorso autunno: il lungomare è completamente cambiato ed entrando in paese si affronta il crudo segnale di una tragedia più grande di quanto visto in TV. Rimaniamo in silenzio davanti ad una casa sventrata dalla portata del fango: alla nostra destra una camera da letto sospesa nel vuoto e dall’altro lato una cucina senza pareti. Tra le due porzioni il vuoto assoluto. In paese, camminiamo fra quel che resta di attività commericali ed abitazioni, tutte private di infissi e contenuto. Del fango però non resta niente, il paese è pulito e si incontrano tanti sorrisi fra gli abitanti ed i pochi commercianti che hanno potuto riaprire le attività. Ci sediamo a mangiare sul molo e riprendiamo a camminare verso Corniglia che superiamo dopo una breve visita. Purtroppo, è impossibile proseguire verso Manarola a causa di una frana ancora in corso di riparazione e siamo costretti a ritornare in stazione per raggiungerla in treno, il solo mezzo di trasporto possibile se non si ha una vettura propria. Nel nostro ridicolo Paese però è molto difficile tornare a casa col sorriso: quando non si incontra la fregatura si incontra sicuramente qualche furbo, uno o più maleducati o almeno uno a scelta tra i tanti disservizi a disposizione; sembra quasi una gara al rilancio. Nel nostro caso, la qualità impeccabile del Disservizio Italia consiste nello sciopero dei Treni. Sono le tre del pomeriggio e ci viene annunciata un attesa di due ore. Ci sediamo irritati su un muretto dove ci addormentiamo. Il treno naturalmente arriva soltanto alle sei. Raggiungiamo Manarola e riprendiamo il cammino, stavolta rapidissimo, pianeggiante e costellato da turisti, verso Riomaggiore. La nostra giornata sarebbe terminata qui, con tre ore di intoppo, troppo poche evidentemente per poter essere considerate contrattempo, e così Trenitalia ci sottopone ad una serie di annunci che superano qualsiasi barzelletta cominciando a strillare ritardi in successione aggiungendo del tempo all’annuncio via via precedente, con la cortesia di tradurre il tutto nel caratteristico Inglese maccheronico. E così, quando i minuti di ritardo diventano addirittura ottanta, perdiamo pure forza per arrabbiarci. Rientriamo a casa a notte fonda, con un ritardo accumulato di oltre cinque ore. Il solo pensiero che riesco a formulare è il seguente. Il nostro Paese, che negli spot pubblicitari, nelle campagne ruffiane dei Ministeri e nell’immaginario collettivo continuiamo a voler chiamare il Belpaese, resta un semplice vecchio stivale infangato: per quanto strofinato, sciacquato, rammendato, rimane un vecchio stivale dove lo sport preferito dal cittadino medio metterla in quel posto al prossimo, dove il manifestante ambientalista si raduna in piazza lanciando mozziconi di sigarette a terra, dove il vegetariano moderno grida all’assassinio di agnelli dentro a scarpe di coccodrillo, dove il no-global tatuato denuncia il sistema dall’iPhone e dove, se c’è sciopero, va fatto. Per cosa si sciopera? Che importa, per qualcosa sicuramente.  Quasi un miracolo se alcuni turisti trovano il coraggio di tornare una seconda volta, certamente una fortuna che non abbiano già smesso di arrivare. 

, , , , , , , , ,

Lascia un commento

Io non so chi sei

Ancora una volta vittime o beneficiari delle promozioni online, ci siamo regalati un coupon per lo spettacolo teatrale “Io non so chi sei”, tratto dal romanzo di Giancarlo Pastore ed interpretato da Gennaro Cannavacciuolo, Nicola Pecci e Simone Faucci. E’ stata la presenza di Pecci a stimolare il mio interesse ed a spingermi all’acquisto: talentuoso cantante (cercare il video di Lily su youtube, ndr) è un mio compaesano ed avevo da tempo la curiosità di vederlo recitare. Ho preso l’abitudine di andare al Cinema ed al Teatro vietandomi qualsiasi anticipazione: non leggo trame e non guardo trailer, non cerco foto e non mi informo neppure attraverso le recensioni, preferisco arrivare in poltrona con la sorpresa assoluta, e ieri sera ne ho avuta una piacevolissima. Nel raccolto Teatro di Rifredi a Firenze sono andate in scena tre piccole storie accompagnate dal pianoforte di Michelangelo G. Gagliano e da alcune esibizioni canore da parte dei due attori principali. Avete mai fatto roteare una moneta sul tavolo? Il rumore ondeggiante aumenta sempre più in frequenza ed intensità fino ad esaurirsi improvvisamente quando la moneta si posa. Ebbene, le battute di “Io non so chi sei” hanno avuto un andamento simile. Dalla balbuzie di uno dei personaggi della prima storia, descritto ed interpellato di volta in volta dall’io narrante tramite un buffissimo utilizzo del linguaggio dei fiori, fino all’accendersi della discussione in auto fra i personaggi della storia centrale, condita dalla volgarità dell’uno e dalla tenerezza patetica e vittimistica dell’altro. Infine, un colorato e traboccante salotto ospita la storia finale,  le cui battute via via più fitte fanno ridere fino alle lacrime per poi commuovere e ancora tornare a divertire in un sapiente gioco di scrittura che avrei voluto non finisse mai. Nicola Pecci, che interpreta fra l’altro un brano di Umberto Bindi, ha una dizione maniacalmente perfetta e, a parer di profano spettatore, una recitazione impeccabile. Mi pare riduttivo classificare lo spettacolo nella generica e, onestamente, ormai fastidiosa categoria della “tematica omosessuale”. Ho semplicemente assistito a tre scene di vita così malinconiche, così amare, così tragicomiche che la natura dei personaggi resta un accessorio insignificante. Ci si diverte, ci si emoziona, si riflette e ci si immedesima. Da non perdere.

, , , , , , , ,

Lascia un commento

Lo sguardo del Cavallo

Il cavallo è un animale che mi inquieta. Da sempre, faccio fatica a sostenerne lo sguardo e provo un senso di disagio davanti a quegli enormi occhi che ho sempre associato a tristezza, quasi sofferenza. Il volto del cavallo non ha lineamenti mobili e forse è proprio questo che inganna e trasmette un’espressione costante che la nostra innata tendenza ad umanizzare associa alla tristezza. Le pagine di storia uscirebbero sconvolte da un mondo senza cavalli: niente impero di Gengis Khan, conquista del West o Campagna di Russia. Comunque ci si schieri, al cavallo dobbiamo una riconoscenza assoluta ed incondizionata per averci permesso di diventare quello che siamo oggi, per aver rimpicciolito il mondo e ridotto la fatica. Steven Spielberg si inchina alla grandezza del cavallo con il film War Horse, nelle sale in questi giorni. Questa è la storia di un cavallo e della sua capacità di sopravvivere alla stupidaggine umana, un animale col potere di affascinare chiunque incontri nel suo viaggio forzato attraverso l’Europa del primo conflitto mondiale. Due ore di emozione che portano il cuore dello spettatore al galoppo, impossibile non commuoversi. Anche in questo caso, se ne avete la possibilità evitate di guardare il trailer, regalatevi la sorpresa di un film del quale non sapete nulla.

, , , , ,

2 commenti

Aspettando la Cina

Aspettando di partire per la Cina ad Aprile, sto cercando di perfezionare il viaggio nei dettagli, come sono solito fare, al punto da aver cominciato anche un corso di lingua Cinese per avere un aiuto ulteriore. Oggi, nel Palazzo Buonamici della Provincia di Prato, è stato presentato questo libro. Solitamente preferisco parlare di libri appena finiti di leggere, ma le premesse di questo volume sono tali che ho voluto parlarne ancor prima di cominciarlo. La città di Prato, come è noto, ha una delle comunità Cinesi più grandi d’Europa, caratteristica che purtroppo continua ad essere vista dagli abitanti come una minaccia, piuttosto che una risorsa. Questo romanzo è la storia fra due ragazzi cinesi, lei nata a Prato e lui arrivato in Italia già adulto, il cui matrimonio è stato combinato dalle rispettive famiglie e che si trovano a fare i conti con le loro enormi differenze perchè troppo italiana l’una e troppo cinese l’altro. Il libro è stato stampato su due colonne, in Italiano e Cinese, ed ha tutta l’intenzione di essere uno strumento fondamentale per calarsi nel punto di vista dei nostri immigrati e per conoscerne le difficoltà. Edito da Idest, 80pagine, 13 Euro.

, , , , ,

6 commenti

Corbezzoli!

Ieri, a pranzo da mia cugina Sabrina, scopro il Corbezzolo, un alberello meraviglioso nel suo giardino che oltre ad essere pieno di frutti, rossi e succulenti, ha ancora decine di grappoli di fiori sui quali si avvicendano api e farfalle. Rimango incantato dalla bellezza dei colori, sopra tutto, ho la sensazione di essere ancora in estate, è un immagine così insolita in una giornata, seppur soleggiata, di fine Novembre. Oggi, durante una passeggiata con Nicola e Birillo sulle colline a sud di Scandicci, ci imbattiamo in un bosco di corbezzoli, carico di frutti. Ne ho raccolti un chilo e mezzo ed una volta a casa mi sono cimentato nella preparazione della marmellata. Il risultato? Sorprendente, ma che fatica!

- Lavare i corbezzoli in acqua fredda

- Cuocere i corbezzoli da soli finchè non si distruggono

- Passare il composto al setaccio, occorre un setaccio estremamente fine, altrimenti un apposito passino o addirittura, come ho fatto io, uno strofinaccio da strizzare in modo che fuoriesca dal tessuto solo la polpa. I semini sono estremamente duri e fastidiosi e potrebbero rovinare il tutto se lasciati all’interno.

- Trasferire la polpa in un pentolino, unire zucchero in quantità pari alla metà del peso della polpa, una scorza di limone e se lo gradite un po’ di cannella

- Cuocere per venti minuti e poi trasferire nei vasetti precedentemente sterilizzati. Per sterilizzare i vasetti potete metterli aperti nel microonde riempiti con un dito d’acqua per circa un minuto.

- Una volta freddi, chiudere il coperchio. Lo zucchero provvederà alla conservazione, ma la marmellata è così buona che sarà difficile doverla conservare!

4 commenti

Corso di Fotografia

Finalmente mi sono deciso, e per soli novanta Euro, grazie alle iniziative del Comune di Prato, ho iniziato a frequentare un corso di fotografia per principianti presso il Laboratorio del Tempo. Qualche giorno fa, non avevo la minima idea di cosa fossero Focale, Ottuatore, Iso o tempo di esposizione, ed ora invece, alla quarta lezione, si intravedono già i primi timidi risultati

3 commenti

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Trascorso qualche mese da “L’Evoluzione di Calpurnia”, ecco giungere il richiamo di un nuovo volume, stavolta svedese. Dopo una lunga parentesi di testi dal sapore gotico ed ambientazioni fantasy, il romanzo grottesco arriva dalla scandinavia come la migliore delle notizie, alzando di qualche grado la temperatura di quei luoghi solitamente lontani da una comicità così brillante. Allan, un carismatico vecchietto che, come ci suggerisce il titolo, ha intenzione di non finire i propri giorni in una casa di cura, si rende protagonista di innumerevoli avventure che neppure io, ad un terzo dei suoi anni, avrei la forza di affrontare. La nostra storia contemporanea viene rivista per intero, in maniera così plausibile e divertente che ho finito per preferire questa versione dei principali episodi del ventesimo secolo. Impossibile interrompere la lettura, eccetto per concedersi qualche sonora risata. Di Jonas Jonasson, 434 pagine, Bompiani.

Lascia un commento

Il Volo dell’Angelo

Pietrapertosa e Castelmezzano sono due incantevoli borghi collocati immediatamente al di sotto delle guglie delle dolomiti Lucane, in provincia di Potenza, Basilicata. Cinque anni fa, qualcuno ha avuto l’originale idea di installare il Volo dell’Angelo, un’esperienza unica in Italia, che permette di andare da un lato all’altro della valle per mezzo di un cavo ibrandosi nel vuoto a mo’ di Superman. Questa attrazione ha dato nuova vita ai due borghi richiamando intrepidi da ogni parte d’Italia e d’Europa, me compreso. La traversata da Pietrapertosa a Castelmezzano è di circa un chilometro e richiede poco più di un minuto: una volta agganciati alla carrucola, viene avvisata la stazione di arrivo e si viene sganciati dal moschettone di ancoraggio. La traversata di ritorno è di circa 300metri più lunga ma richiede lo stesso tempo poichè la velocità acquisita è maggiore e permette di raggiungere i 120 km/h. Ed ora, ecco il mio Volo dell’Angelo.

, , , ,

4 commenti

Parapendio

Ogni volta che ho osservato quelle vele colorate in cielo ho pensato che prima o poi avrei provato anche io il parapendio. C’ero andato vicinissimo in Nepal, quando la mia amica Marta quasi mi aveva convinto a fare un volo in tandem con un istruttore, poi svanito a causa del prezzo elevato. Finalmente, ci ha pensato Groupalia a regalarmi, ad un prezzo ridicolo, una lezione di oltre due ore con Walter, un istruttore competente e magnetico della scuola di Pisa nella campagna di Certaldo. Il sole era quasi tramontato senza che si riuscisse neppure a vedere com’è fatta una vela trasformando questo pomeriggio in pura teoria, poi finalmente è arrivato il momento. Il mio primo volo è stato magico e quasi perfetto, atterraggio a parte. Sentire la potenza della vela che mi solleva è stata un’emozione unica, sono persino riuscito a sedermi in quei pochi minuti che mi hanno portato a fondo campo. Il secondo e inaspettato volo è stato invece pessimo: la vela si è portata davanti trascinandomi trecento metri più a valle come un cadavere a faccia sotto, fortunatamente senza conseguenze, se non le risate dei miei amici presenti. Adesso il desiderio di riprovare l’esperienza è altissimo, una certezza anzi.

, , , , ,

3 commenti

Hela Superdog

Hela SuperdogEcco a voi la nuova arrivata in famiglia: Hela. Dopo tre anni dalla morte del nostro piccolo tesoro adorato Penny, i miei genitori si sono finalmente fatti coraggio ed hanno deciso di riprovarci, anche perché, da quando me ne sono andato, la casa sembra incredibilmente vuota senza un cane che scorrazza per casa e nei campi. Avevamo deciso per una femmina per evitare l’angoscia delle fughe d’amore a cui per anni ci ha sottoposti il nostro Penny e così, quando mi sono imbattuto nell’annuncio del ritrovamento di questa piccola principessa nell’immondizia a Napoli, mi sono immediatamente attivato per l’adozione. L’associazione “Trovatelli 4000”  si occupa di evitare il canile ai numerosissimi randagi della zona di Napoli. L’affidamento è stato seguito e curato nei minimi dettagli anche grazie al supporto di una volontaria locale che è venuta a conoscere la nostra famiglia, a verificare che la casa fosse adatta per poi dare l’autorizzazione all’affido.  Non appena la sverminatura, il vaccino e la microchippatura della piccolina sono stati eseguiti, è partita una delle numerosissime staffette che avvengono a nostra insaputa in Italia:  sono tantissimi i volontari che si occupano di portare questi sfortunati verso il loro nuovo destino in famiglia e ci sono diversi snodi in cui si danno appuntamento per la distribuzione. Sabato scorso quindi, sono andato al casello autostradale di Firenze Nord, dove numerose famiglie aspettavano con ansia i loro piccolini. C’erano auto provenienti da Milano, da Napoli, da Bari, tutte cariche di piccoli e grandi quadrupedi. Altre auto, vuote, erano in attesa di proseguire verso altre destinazioni. Per noi è arrivato un grande furgone. Il momento è stato estremamente emozionante. Quando mi hanno chiamato hanno scaricato una piccolo trasportino rosa e bianco con sopra scritto il mio nome ed il nome provvisorio della cagnolina, che fino ad allora era Perlina. Ho aperto lo sportello e mi sono ritrovato fra le mani una minuscola creatura marrone con gli occhi neri e grandissimi che mi hanno subito fatto pensare ad Hela Supergirl, un cartone animato degli anni ’70-’80, e così la scelta del nome, che negli ultimi giorni aveva visto coinvolti anche i miei amici, è stata definitiva. La piccolina ha impiegato un solo attimo ad ambientarsi, è iperattiva, affettuosa e molto attaccata alle persone, seppure un po’ mordace come è normale a due mesi di età. E così l’avventura ricomincia, il ciclo della vita riprende e questa volta voglio godermelo al massimo, proprio come ho avuto la fortuna di poter fare nei diciott’anni più belli della mia vita.

, , , ,

3 commenti

Abbagliante Irlanda.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Ti rapisce, ti incanta, ti costringe ad accostare continuamente per cercare di fotografarne le migliaia di sfumature per poi lasciarti accorgere che in realtà, in una foto, non potrai mai racchiudere l’emozione che ti ha trasmesso avvolgendoti. E’ il verde, il Signore d’irlanda, quel verde che ha tinto i fantastici mondi di Tolkien, le pagine di Wilde, le gesta di eroi d’ogni tempo. Quel verde che sovrasta sepolcri millenari, che affonda nella torba, che trabocca dalle fenditure del Burren e che riempie le ruminanti mandibole di migliaia di pecore. E’ l’Irlanda, e non la si può descrivere, solo provare.

, ,

7 commenti

Officina Mezzaluna

Officina MezzalunaOggi voglio presentarvi Officina Mezzaluna, dove potrete scoprire il meraviglioso mondo della mia amica Francesca e le sue illustrazioni, dal fascino unico e riconoscibile, capaci di trasportare l’osservatore in una dimensione fatta di tratti sottili,  forme tondeggianti, colori e sorrisi perché, come dice lei stessa, “il brutto e l’amaro non mi interessano, preferisco rappresentare altro”.   Come darle torto? Francesca realizza illustrazioni per qualsiasi evento, dalle partecipazioni di nozze alle cartoline, dai calendari alle copertine di libri e quaderni, dai biglietti di auguri ai quadri e molto altro. Inoltre esegue su ordinazione illustrazioni personalizzate ispirandosi a frasi, soggetti o situazioni che vorrete sottoporle. E ate, cara Francesca, dico che se davvero il motivo di tanta meraviglia è quello che dici… …menomale che non ti hanno mandata a danza !

 E voi? Date un’occhiata fra le immagini e fatemi sapere cosa ne pensate.

, ,

Lascia un commento

Bottecchia FX 500 Alu

Dopo giornate di ricerche online ho deciso per la Bottecchia FX 500 Alu, la Mountain Bike che mi è parsa il miglior compromesso fra le mie scarse capacità sportive,  le mie altrettanto scarse finanze e una qualità più che accettabile. L’intenzione è quella di riuscire, finalmente, a praticare uno sport con dedizione, coadiuvato dalla tecnologia del gps e della musica grazie ai quali posso essere in grado di pedalare sapendo sempre dove sono, quanto ho percorso e quanto ho bruciato, accompagnato dalla playlist delle mie tracce preferite. L’impegno c’è, si tratta solo di metterlo in pratica.

, , ,

4 commenti

Le Favole di Paolo Poli

Come dimostrato da Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Piero Angela, anche Paolo Poli è la prova vivente che grande cultura ed un cervello allenato regalano una terza età incredibilmente brillante e sana. Ed ecco l’ottantaduenne attore fiorentino di nuovo in tournée, eclettico, pungente, ironico e divertente. Il pubblico ammirato gli perdona anche le canzoni per la prima volta pre-registrate;  in sala è il tutto esaurito e davanti ad una scenografia minimalista e statica Paolo si diverte a raccontarci alcune delle favole che Carlo Collodi ha importato e tradotto per noi, spesso note solo grazie agli stravolgimenti Disneyani. Sette ballerini con maschera in volto si avvicendano sul palco da La Bella e La Bestia a Pollicino, dall’Elefantino Babar a La Bella Addormentata nel Bosco passando per Romeo e Giulietta. C’è qualcosa nella voce, anzi nelle voci di Paolo Poli, che mi commuove, che mi suona come un dejà-vu uditivo e accende colori e immagini della mia infanzia, quando per la prima volta all’età di sei anni la mamma mi lasciò uscire da solo e seguire il marciapiedi fino all’edicola per andare comprare “I Racconta Storie” fra le cui voci narranti c’era appunto la sua, inconfondibile. Una serata piacevole che si conclude in un’esplosione di risate quando alla Favole si aggiungono alcune filastrocche ambigue e colorite.

, , ,

2 commenti

Il Giardino dei Tarocchi

, ,

6 commenti

Sports Tracker

L’ultima meraviglia della tecnica entrata nella mia vita è questa: Sports Tracker by Polar. Da quando ho acquistato lo Smartphone Nokia 5800 Express Music è stato un susseguirsi continuo di scoperte ed applicazioni da scaricare, comprese una livella, un altimetro, una bussola e tanto altro, ma questa le batte tutte. Grazie al GPS, Sports Tracker permette di selezionare l’attività che si sta per affrontare fra diciotto disponibili, ad esempio corsa, camminata, canoa, vela, pattinaggio, mountain bike. Una volta inserito il proprio peso ed altezza, si seleziona start e si mette il telefono in tasca. Come per magia il telefonino si trasforma in un personal trainer completo di contapassi, cardiofrequenzimetro, cronometro, conteggio delle calorie. Il GPS calcola con precisione la posizione di partenza e traccia il percorso in tempo reale calcolando i metri con assoluta esattezza. Anche la precisione del contapassi è eccezionale. Per i battiti cardiaci è sufficiente possedere un cardiofrequenzimetro bluetooth ed il gioco è fatto. A fine percorso, è possibile salvare, rivedere e caricare online la propria attività completa del tracciato su mappa. C’è anche un link diretto per pubblicare il proprio lavoro su Facebook.  Il tutto, non compromette il funzionamento del telefonino che continua ad essere in grado sia di inviare e ricevere chiamate che di funzionare come lettore Mp3. Con tutta questa tecnologia, non ho più scuse per restare sul divano!

, ,

Lascia un commento

Matt Le Blanc

Dopo Lisa Kudrow, citata nello scorso post, ecco svelato il destino di un altro dei sei amici reduci dal successo internazionale di Friends. Matt Le Blanc è rimasto prigioniero del  suo personaggio,  Joey Tribbiani,  per altri due anni dopo la fine dello show, durante i quali ha recitato nello spin-off di Friends, “Joey” appunto, in cui il goffo ed impacciato attore mancato si trasferisce dalla sorella in California. La serie non ha sortito il successo sperato e per qualche anno Matt è rimasto fuori dalle scene. Veniamo a sapere soltanto adesso che si è occupato di gravissimi problemi di salute che hanno colpito sua figlia. Adesso ci riprova interpretando sè stesso. Nella nuovissima e promettente serie Episodes infatti, una coppia di produttori Inglesi si trasferisce in America per produrre un telefilm, ma il cast salta e la produzione propone loro appunto Matt Le Blanc, che si rivelerà essere quanto di più conforme allo stereotipo dello scialacquone e arrogante attore americano. La serie sta riscuotendo un discreto successo negli States, e nella speranza che venga importata anche da noi o che Sky ci regali un imminente messa in onda, possiamo intanto guardare il trailer ed un piccolo estratto di ciascun episodio sul web. Prossimamente, da Friends, nuove soprese in arrivo on l’esordio di David Schwimmer alla regia in “Trust” con Clive Owen. Stay tuned!

, , , ,

Lascia un commento

Web Therapy

Geniale: una serie ad episodi che va in onda soltanto sul web, con puntate settimanali da sei-otto minuti, giunta ormai alla terza serie. E’ quello che è venuto in mente a Don Roos e Lisa Kudrow, straordinaria attrice che il mondo ha imparato ad amare grazie al ruolo di Phoebe Buffay in Friends, dal 1993 al 2004.  La storia è semplice: l’arrivista e presuntuosa dottoressa Fiona Wallace si professa in grado di psicoanalizzare i propri pazienti via web con sedute di soli tre soli minuti. Asserisce infatti che le sedute di durata superiore sono una perdita di tempo sia per il paziente che per il medico. Col suo inglese goffamente formale e le sue espressioni circostanziali, finisce spesso però nel venire a sua volta analizzata, raggirata e smentita. Infinito il numero delle guest star fra le quali spiccano Maryl Streep e Courteney Cox, già “amica” di Lisa nella fortunata serie e nella vita privata. La serie è gratuita, accessibile e incredibilmente divertente.  L’umorismo utlizzato, raffinato, sintetico e diretto, non è però per tutti. Ecco il link dove guardare tutte e tre le stagioni finora prodotte, ovviamente in Inglese: www.lstudio.com/web-therapy

, , ,

2 commenti

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.